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Obiettivi:

Negli ultimi trent’anni il mondo scientifico ha orientato sempre di più l’attenzione sulla Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno (OSAS), una patologia respiratoria che, come dimostrato ampiamente dalla letteratura scientifica, ha un elevato impatto sociale nella collettività.

La rilevanza epidemiologica e i risvolti sociosanitari dell’OSAS hanno contribuito a determinare un progredire delle conoscenze e un continuo sviluppo della tecnologia volta alla diagnosi di questa malattia.

La Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno (OSAS) rappresenta un problema sanitario, sociale ed economico che, in alcune fasce d’età, è superiore al 20%; le ripercussioni della mancata diagnosi e del mancato trattamento di questa sindrome determinano, sul piano sanitario e sociale:

– un diretto aumento della morbilità e della mortalità della popolazione affetta;

– un aumento dei costi sanitari dovuti sia al trattamento delle comorbilità cardiovascolari e metaboliche, sia all’elevato rischio di complicanze cui i soggetti OSAS sono esposti;

– una perdita di produttività imputabile a un aumento delle giornate di assenza dal lavoro e a una ridotta performance lavorativa;

– un maggior rischio di incidenti stradali e infortuni sul lavoro.

La storia naturale dell’OSAS, se non diagnosticata e trattata, come per altre patologie croniche, è caratterizzata dall’aggravarsi del quadro clinico anche a causa delle diverse e frequenti comorbilità.

L’OSAS è una malattia di interesse multidisciplinare che necessita di azioni diagnostiche e terapeutiche coordinate tra diversi specialisti (neurologi, pneumologi, cardiologi, otorinolaringoiatri, gnatologi, nutrizionisti, chirurghi bariatrici, etc.) con il coinvolgimento diretto del medico di medicina generale, allo scopo di garantire un intervento efficace per le persone affette da questa malattia.

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