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Corso:

La prevenzione cardiovascolare è una delle priorità della Medicina.

In questo contesto, la terapia antitrombotica riveste un ruolo di primo piano.

Gli antiaggreganti piastrinici, in particolare l’acido acetilsalicilico, sono utili sia nella prevenzione primaria cardiovascolare sia, in combinazione con altri antitrombotici o in monoterapia, nella prevenzione secondaria cardiovascolare.

Entrambi i contesti sono al centro di un vivace dibattito scientifico; per quanto riguarda l’acido acetilsalicilico l’analisi delle evidenze dovrà determinare in quale tipologia di paziente (alto, medio o basso rischio) il beneficio clinico netto, ossia un rapporto favorevole tra gli eventi cardiovascolari maggiori evitati e gli effetti avversi procurati dalla terapia, risulti favorevole.

Beneficio netto clinico che le più recenti linee guida internazionali tendono ad arricchire di nuovi elementi che, per talune categorie di pazienti, possono ampliare o meno i criteri di eleggibilità alla terapia antitrombotica.

Per quanto riguarda invece la terapia antitrombotica nel paziente che ha avuto un evento cardiovascolare, si stanno dibattendo nuovi studi per verificare associazioni tra antiaggreganti o antiaggreganti e anticoagulanti nel paziente ad elevato rischio o sulla composizione e durata delle doppie o triple terapie antitrombotiche nel paziente post CI.

Il convegno in oggetto vuole analizzare e proporre un dibattito su queste argomentazioni tramite il contributo di esperti ed il confronto basato sulle evidenze, le linee guida e la pratica clinica.

Obiettivi:

DOCUMENTAZIONE CLINICA. PERCORSI CLINICO-ASSISTENZIALI DIAGNOSTICI E RIABILITATIVI, PROFILI DI ASSISTENZA – PROFILI DI CURA

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